Rimonta di Venezia, sarà semifinale contro Milano

Parziali: 24-23; 36-49; 63-77

Umana Reyer: Casarin, Stone 16, Tonut 15, Daye 20, De Nicolao 5, Campogrande ne, Vidmar 6, Chappell 4, Mazzola 3, Cerella 10, Watt 5, Jerrells 9. All. De Raffaele.

Banco di Sardegna: Spissu 7, Bilan 26, Treier, Chessa ne, Kruslin 15, Happ 7, Katic 7, Re ne, Burnell 6, Bendzius 16, Gandini ne, Gentile 7. All. Pozzecco.

Con una partita che entra di diritto nella storia orogranata, l’Umana Reyer corona nei secondi finali un’incredibile rimonta sul Banco di Sardegna Sassari, battuto 93-91 in Gara5 al Taliercio e 3-2 nella serie di quarti. Saranno così gli orogranata, tra 24 ore, ad affrontare Milano nella serie di semifinale scudetto (sesta consecutiva !!!)

Non ci sono novità nel roster, ma nel quintetto dell’Umana Reyer, che parte con De Nicolao, Tonut, Chappell, Daye e Vidmar. L’inizio è estremamente equilibrato, con primo vantaggio orogranata sul 6-5 al 3′. Nella fase centrale del match, dopo una prima parte di quarto con prevalenza delle difese sugli attacchi, le squadre si accendono nel tiro da 3. Il primo vantaggio con più di un possesso è di Sassari sul 14-18 al 7′, ma l’Umana Reyer risponde con un 5-0 firmato da Daye per il controsorpasso (19-18) all’8′. Il massimo vantaggio (24-21) arriva sulla tripla di un ottimo Cerella al 9′ poi il periodo si chiude 24-23.

Un’altra tripla, di Stone, dà il 27-23 agli orogranata in avvio di secondo quarto, ma Sassari risponde con un break di 0-7 (27-30 al 12’30”). Tonut sblocca l’Umana Reyer, ma l’inerzia resta sarda: 29-33 al 13′, 31-40 al 17′, anche per alcune discutibili decisioni arbitrali, che costano a coach De Raffaele il tecnico per proteste. Stone prova a scuotere gli orogranata con la tripla del 34-40 al 17’30”, ma il Banco continua a macinare più dei padroni di casa: a fronte di soli due liberi di Jerrells, nel finale di tempo Sassari arriva all’intervallo lungo col massimo vantaggio: 36-49.

L’Umana Reyer torna in campo con grande energia e tocca il -10 (41-51) al 21′. Ma Sassari ha la forza per riportarsi sul 44-60 al 23′ e, dopo il nuovo -11 orogranata (49-50 a metà quarto), addirittura sul 49-67 al 26′. Dopo il time out, coach De Raffaele abbassa il quintetto, inserendo Tonut per Watt, con il Banco sul 52-71 al 27’30”, ma poi l’energia e il pressing veneziano consentono di rimontare. Dà il là Cerella con due canestri da sotto, poi è Jerrells, nel finale di periodo, a trovare canestro e liberi (subendo fallo due volte su tiri da 3) per chiudere il terzo quarto sul 63-77.

L’ultimo periodo inizia con un 5-0 firmato da Stone per il 68-77, con Sassari che segna solo un libero in 4′, agevolata poi da alcune decisioni arbitrali dubbie per riportarsi a +10, sempre dalla lunetta, al 34′ (70-80). Ci pensa Daye a riaccendere l’Umana Reyer con cinque di fila (75-80 al 34’30”), poi, giusto a metà quarto, Bilan trova il primo canestro dal campo ospite del quarto. De Raffaele chiama time out dopo la tripla del 75-85 di Kruslin al 35’30” e gli orogranata continuano a limare punto su punto: tripla di Stone, poi due liberi di Daye e il contropiede di Chappell portano il punteggio sull’82-86 al 37′. Il pareggio, a quota 87, arriva al 38′ con la tripla di De Nicolao, ma Sassari ha la forza di riportarsi sull’87-91 al 39′. Un canestro di Chappell a rimbalzo offensivo a -41” e la tripla di Tonut a -23” valgono però il sorpasso sul 92-91. L’ultimo possesso è del Banco: sbaglia Bendzius, prende il rimbalzo Chappell, Burnell spende fallo a -2” su Daye. Che segna il primo libero, sbaglia il secondo e non c’è tempo per un tiro ospite: finisce 93-91.

FONTE: Reyer Venezia

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Martino Ruggiero Nato a Taranto, trasferito a Roma tre anni fa per inseguire il mio sogno e per studiare Giurisprudenza, 21 anni. Seguo qualsiasi sport da quando sono nato. Per la pallacanestro ho fatto il giocatore, l'allenatore e il telecronista ma i tasti più consumati del mio telecomando sono quelli che mi portano al calcio. Amante delle storie sportive, da raccontare, da leggere e da ascoltare. Appassionato di viaggi, non conosco un stato d'animo diverso dall'ottimismo.