Sergio Scariolo: "Io allenatore dell'Italia? Meglio rimanere tifoso"

Direttamente da Toronto, Sergio Scariolo si è concesso un’intervista con il Corriere dello Sport. Il vice allenatore della squadra Campione NBA ha raccontato come vive la difficile situazione e come si tiene in contatto con l’Italia. Poi la freccia sul futuro e i complimenti a Meo Sacchetti. Ecco i temi principali:

Sulla situazione COVID-19 “Mia madre ha 90 anni ma usa l’iPad, ci sentiamo tutti i giorni in videochiamata. Lei ha vissuto la guerra, non vede come possa essere difficile rimanere in casa”, “La Spagna ha sottovalutato la situazione, in Italia il governo ha risposto bene. Devo dare un 10 a medici e infermieri impegnati in prima linea”; “Sento spesso i miei amici di Brescia e ogni tanto ci concediamo una partita a briscola”

Sull’NBA “La lega è stata esemplare e chiara, ha chiuso al primo contagio, il calcio europeo è stucchevole, va ancora a zigzag aggrappandosi a tutto”; “La ripresa e il termine della stagione ha un valore soprattutto economico, bisogna dare anche un peso sportivo”

Diventare head coach in NBA come dice Pau Gasol “Non credo di rimanere così tanto in NBA da convincere qualcuno a farmi diventare head coach”

Su Milano “Al mio tempo non c’erano le condizioni per cambiare mentalità, oggi Ettore Messina e la società vanno nella giusta direzione. Ci vuole pazienza”

Sul futuro e l’offerta di allenare l’Italia “Meo è perfetto, io preferisco rimanere tifoso. Poi la Spagna mi offre un contratto fino al 2024”

 

 

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About The Author

Martino Ruggiero Nato a Taranto, trasferito a Roma tre anni fa per inseguire il mio sogno e per studiare Giurisprudenza, 21 anni. Seguo qualsiasi sport da quando sono nato. Per la pallacanestro ho fatto il giocatore, l'allenatore e il telecronista ma i tasti più consumati del mio telecomando sono quelli che mi portano al calcio. Amante delle storie sportive, da raccontare, da leggere e da ascoltare. Appassionato di viaggi, non conosco un stato d'animo diverso dall'ottimismo.