Tortona in finale, i commenti nel post partita di Scariolo e Ramondino

Ecco le parole dei due coach, a cura dei rispettivi Uffici Stampa, dopo la semifinale di Coppa Italia che ha visto Tortona imporsi a sorpresa sui campioni d’Italia della Virtus Bologna.

MARCO RAMONDINO (Coach Bertram Derthona Basket Tortona): ʺComplimenti ai nostri giocatori per una partita dai grandi contenuti tecnici ed emotivi, nel finale di partita c’è stato grande carattere per sostenere il livello di fisicità della Virtus che non siamo abituati ad affrontare. Credo che contro squadre di tonnellaggio diverso dalla tua non si deve avere la tentazione di controllare la partita e di fermarsi. Nel quarto quarto giocando a metà campo il campo si restringe, quindi bisogna accettare che qualche tiro non sia perfetto ma è importante mantenere un buon flusso di gioco perché la partita perfetta non esiste. In queste gare non possiamo fare il compitino, bisogna giocare con coraggio per cui oggi è stato importante avere dimostrato come ogni giocatore abbia dato un contributoʺ.

SERGIO SCARIOLO (Coach Virtus Segafredo Bologna):  “Complimenti a Tortona per la vittoria. Da parte nostra credo che la differenza enorme sia nella netta diversità alla percentuale del tiro da tre. Ci siamo innervositi e non avremmo dovuto. La sconfitta è della squadra. L’allenatore se ne deve assumere la responsabilità. La sconfitta è della squadra e la vittoria è di Tortona che ci aveva battuto in campionato e stasera ha replicato stasera. Ci dispiace soprattutto per i tifosi che sono venuti. Nelle prossime settimane si vedrà una squadra migliore per condizione fisica e coesione, è l’impegno che prendiamo verso la Società e i tifosi. Prendiamo la nostra lezione e ci mettiamo a lavorare per imparare e per crescere. Nervosismo tecnico? Assolutamente sì. Non siamo stati sufficientemente aggressivi su di loro e ci siamo innervositi, affrettando a volte i tiri, credo che avremmo potuto fare di più. Però se ci sono tiratori con 2 metri di spazio bisogna tirare, può succedere di sbagliare ma non dobbiamo disunirci e farci prendere dalla foga di rientrare subito. Energia? Non c’è dubbio che loro hanno giocato con più energia, noi ne avevamo poche in molti giocatori ma non può essere una scusa. Mannion in panchina il secondo tempo? Partita abbastanza grigia, ho pensato di giocare con giocatori più pronti ed esperti, è stata una scelta tecnica.”

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About The Author

Massimo Furlani Nato a Trento nel 1998, laureato in Studi Internazionali e aspirante giornalista. Malato del basket tanto italiano quanto americano, Dwyane Wade e Steve Nash gli idoli.