Trento di nuovo a Bologna per la sfida con la Fortitudo, le parole di Molin

Dopo la sconfitta in overtime di mercoledì contro la Virtus Bologna, la Dolomiti Energia Trentino è attesa da un altro impegno sempre nel capoluogo emiliano contro la Fortitudo, in un match molto importante per il finale di stagione di entrambe le squadre. Queste le parole del coach trentino, Lele Molin, raccolte dall’ufficio stampa della società:

«Domani sera giochiamo su un campo dove storicamente e per tradizione la tifoseria ha grande impatto nel sostenere la squadra di casa: sarà una partita impegnativa dal punto di vista tecnico, ma in cui sarà importante anche rimanere uniti, avere comunicazione in un ambiente che pochi di noi hanno potuto vivere in precedenza. Usciamo da due anni in cui su nessun campo abbiamo incontrato nulla del genere, potrebbe esserci un po’ di disabitudine a quell’isolarsi dall’esterno. Ma la partita si deciderà per quello che succederà sul campo, e lì fronteggiamo un’avversaria che per organico forse meriterebbe più della posizione che occupa in classifica: è un roster con giocatori di esperienza e di qualità, di giocatori che conoscono l’importanza di queste partite. Certo, oltre alle virtù hanno le loro debolezze: dovremo essere bravi a cogliere i momenti in cui affioreranno all’interno dei 40’ di gioco, e cercare di non esporre troppo le nostre. Rispetto alla partita di andata sono cambiati molto nel roster e nell’assetto tattico, sono una squadra diversa: dobbiamo giocare la nostra partita, con energia, con lucidità, con la voglia di competere. Gli ingredienti che abbiamo messo bene in campo mercoledì contro la Virtus, e specialmente in trasferta non possiamo prescindere da questo tipo di attitudine mentale. Flaccadori? Fin dal primo giorno assieme a Toto sono stati i giocatori che conducono la squadra, non solo per l’efficacia in campo ma per il modo in cui vivono il senso di appartenza al club. Sono contento che Diego stia crescendo, come riconosce anche lui per primo il suo passaggio di ruolo non è ancora completato e ha passi in avanti da fare, ma oggi è un giocatore che ha grande impatto sulle partite e sta avendo continuità, che non è un aspetto secondario. Credo che quest’anno a Trento lo abbiamo messo nelle condizioni di crescere e arricchire il suo bagaglio tecnico e umano, e di questo siamo particolarmente orgogliosi».

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About The Author

Massimo Furlani Nato a Trento nel 1998, laureato in Studi Internazionali e aspirante giornalista. Malato del basket tanto italiano quanto americano, Dwyane Wade e Steve Nash gli idoli.