Cantù-Fortitudo Bologna, le parole degli allenatori nel post partita

All’Acqua S.Bernardo Cantù non riesce la vittoria nella prima gara del 2021, i due punti vanno alla Lavoropiù Bologna, vittoriosa al PalaDesio con il risultato finale di 80 a 67, nel quattordicesimo turno di LBA, penultimo del girone di andata.
Di seguito la sala stampa dei due allenatori:

COACH DALMONTE, FORTITUDO BOLOGNA
«Questa non è una partita da analizzare attraverso le statistiche, i numeri sono abbondantemente secondari. Dovevamo mettere tutto quello che avevamo sul tavolo e lo abbiamo fatto, tutti, indipendentemente da chi è arrivato da pochi giorni o da chi ha preso il ritmo partita per la prima volta questa sera. Questo è un segnale importante; abbiamo giocato ogni possesso senza rimpianti. Abbiamo fatto errori? Sì, tanti. Evitabili? Sì, anche. Però siamo sempre riusciti a stare dentro al nostro controllo, al nostro sistema e alle cose che volevamo fare. Eravamo tutti collegati, tutti si sentivano dentro la partita e difensivamente credo che abbiamo fatto davvero uno sforzo di squadra nel portare avanti, senza farci condizionare, il piano partita, tant’è che Cantù ha segnato solo 26 punti nel secondo tempo. Quindi questa è la partita dell’atteggiamento, dello stare in campo, dello stare insieme; sicuramente non delle statistiche».

COACH PANCOTTO, CANTÙ
«Complimenti a Bologna, ha fatto una partita giudiziosa e ha meritato la vittoria. Personalmente io penso di non essere stato capace, quindi mi assumo la responsabilità, di trasmettere alla squadra quelli che devono essere i nostri valori. Primo, che questo è un campionato di grande difficoltà, che va affrontato a ogni partita con il coltello in mezzo ai denti. Secondo, che una squadra che deve lottare per non retrocedere, deve avere più fame possibile a ogni partita, più degli avversari. Da questo, credo che siano scaturite poi le mancanze di energia, una brutta difesa e poche idee in attacco. Coinvolgo tutti in questo discorso, io in primis. Dopo il primo tempo siamo scomparsi. Adesso dobbiamo rimboccarci le maniche e tornare a pensare a quelli che sono i nostri valori reali, che abbiamo saputo esprimere tantissime volte».

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About The Author

Gennaro Dimonte Nato a Barletta nel 1994. Prossimo alla laurea in Scienze della Comunicazione e aspirante giornalista. Si divide tra la palla a spicchi e il calcio, con i miti di Carmelo Anthony e Del Piero nel cuore. Grande appassionato di NBA, spera di rivedere i suoi Knicks tra le grandi.