Civitanova, ESCLUSIVO Trapani: "Assurdo considerare giocatori di A2 e B dilettanti. Ecco il mio obiettivo"

Intervista esclusiva a Fabrizio Trapani, playmaker classe 1998 attualmente in forza nel girone C di Serie B alla Rossella Virtus Civitanova Marche. Dall’annullamento della stagione al futuro suo e dell’intero movimento cestistico italiano post emergenza Coronavirus, fino alle condizioni dei giocatori dilettanti: ecco tutte le dichiarazioni del giovane talento campano ex Battipagliese e Bellizzi.

Come hai vissuto l’annullamento della stagione e quali scenari futuri ti immagini?Ho iniziato a realizzare che la sospensione della stagione era inevitabile quando per due settimane consecutive non abbiamo potuto disputare la gara di campionato con Senigallia. Nel frattempo continuava la diffusione dell’epidemia in tutta Italia. Credo sia stata la scelta più giusta: non aveva senso proseguire un campionato a porte chiuse con questa emergenza. Onestamente faccio fatica ad immaginare una ripartenza ipotetica per la prossima stagione: il nostro paese attraversa e continuerà ad attraversare una gravissima crisi economica, e di conseguenza a mio avviso spariranno (purtroppo) tantissime società, le quali erano supportate da numerosi sponsor che in questo momento non hanno risorse da reinvestire anche nello sport“.

Sul ruolo della FIP e le condizioni economico-lavorative dei giocatori di Serie A2 e B: “Da una grave crisi si può ripartire più forti, con idee nuove per provare a cambiare quanto non ha funzionato nel sistema della pallacanestro italiana, viste le evidenti carenze e difficoltà. Credo che la FIP abbia le carte in regola per salvare il salvabile e adottare delle riforme migliori di quelle attuali, basta volerlo davvero. Aggiungo però che è assurdo considerare giocatori di A2 e di B, che vivono a centinaia di km da casa, “dilettanti”. Ci alleniamo otto volte a settimana, più la partita della domenica, per non aver alcun tipo di diritto da lavoratori. Questa credo sia una cosa importante e da ribadire, viste le circostanze che stiamo vivendo“.

E il tuo futuro con la Virtus Civitanova?Per quanto riguarda la Virtus Civitanova, nel contratto ho un’opzione per il secondo anno. Al netto di un’eventuale possibilità di continuare con loro il mio percorso, la società mi ha rassicurato sulla propria permanenza nel campionato di Serie B, anche se con un calo sicuramente significativo del budget rispetto alla stagione appena conclusa. Personalmente mi sono trovato molto bene a Civitanova: posto super, compagni di squadra e staff altrettanto e società presente. Anche se non abbiamo potuto portare a termine la cavalcata verso i playoff è stata un’annata positivissima, sia personalmente che di squadra. Mi piacerebbe restare, ma in questo momento ci sono parametri e variabili ancora da valutare, come ad esempio capire in che modo ripartirà tutto“.

Ti manca la ‘tua’ Campania?Mi mancano quegli anni: cinque anni senior, partendo dal primo anno in Serie D a Battipaglia, ai successivi quattro in Serie C. Porto con me tantissimi bei ricordi di tutte le esperienze, dal campionato vinto ad Agropoli, alla finale promozione con Battipaglia fino ai due anni di super cavalcate playoff con Bellizzi, al fianco di compagni di squadra, staff e società super. Se guardo indietro, sono partito dal basso, mettendomi in gioco e credo di aver fatto un piccolo step in avanti ogni anno, per provare a migliorarmi e salire di livello. Non mi sento “arrivato” e appagato, perché quest’anno mi sono reso conto di dover migliorare ancora tantissimi aspetti del mio gioco. La Serie B è più fisica e ti “costringe” a pensare ancora più velocemente“.

E allora qual è il tuo obiettivo personale negli anni a venire?Negli ultimi due anni l’obiettivo è stato quello di provare a diventare un giocatore importante nel campionato di serie B. Quest’anno quando ho parlato di questa cosa ad un mio compagno di squadra, lui mi ha risposto dicendo: “Se parti da questa idea, probabilmente potrai essere un discreto giocatore di Serie C. Ma devi puntare al massimo e non accontentarti mai. Poi un giorno ti fermerai e capirai di essere arrivato al tuo massimo possibile con il duro lavoro di tutti i giorni”. Ho dato un peso notevole a queste parole, anche perché dette da una persona che mi ha aiutato tanto. Quindi ti rispondo dicendo che sono consapevole dei miei limiti, ma l’obiettivo è quello di essere migliore di quello che ero il giorno prima. Credo che sia questo l’obiettivo che fa alzare l’asticella“.

Per concludere, vuoi salutare e mandare un messaggio a tutti i tifosi?Concludo questa piacevole intervista mandando un saluto a tutti gli appassionati della palla a spicchi che seguono TuttoBasket e un augurio, nella speranza che tutto possa tornare alla normalità quanto prima“.

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About The Author

Enrico Pecci Classe ’96, proveniente da quel favoloso luogo chiamato Marche (provare per credere), studente di Scienze della Comunicazione ed appassionato di calcio quanto di basket. Collaboratore per nba24.it e tuttobasket.net, sognando un futuro in cui scrivere di sport, basket e calcio in particolare, sia un lavoro oltre che una passione. Appassionato di basket sin dai primi passi mossi nel parquet dal Re, King LeBron James. #IPromise.